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Si legge nel libro di lettura ad uso dei bambini delle scuole primarie, Der Gifpilz (‘Il fungo velenoso’), pubblicato nel 1938: ‘Il piccolo Franz è andato con la mamma a cercare funghi nel bosco […] Franz prende un fungo dal suo cesto. ‘Mamma, questo fungo non mi piace. E’ certamente velenoso!’ La madre scuote la testa: ‘Hai ragione. Questo è un fungo di Satana. E’ molto velenoso. Si riconosce subito dal colore e dal terribile odore. […] ‘Qui ce n’è un altro campestre!’ grida Franz e prende un altro fungo. La madre atterrisce. ‘Per amor di Dio, Franz! Questo non è un campestre. Questo è un amanita falloide. E’ il fungo più velenoso, più pericoloso che ci sia. E’ doppiamente pericoloso perché si può facilmente scambiare. […] I due prendono in mano i loro cesti e si avviano verso casa. Strada facendo la madre dice: ‘Guarda Franz, come accade per i funghi del bosco, lo stesso accade anche per le persone sulla terra. Ci sono funghi buoni e persone buone. Esistono funghi velenosi, funghi cattivi e persone cattive. E da queste persone bisogna guardarsi come dai funghi velenosi. […] E sai anche chi sono queste persone cattive, questi funghi velenosi dell’umanità?’ incalza la madre. Franz si dà delle arie: ‘Certo, mamma! Lo so. Sono gli ebrei. Il nostro maestro ce lo dice spesso a scuola.’